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Il comportamento di scrittura dell'individuo è basato sulla memoria neuro-muscolare.

La persona può certo sapere cosa scrivere ma non come lo ha scritto, pertanto il suo comportamento non può essere perso, rubato o ceduto.
Poiché il comportamento varia leggermente ad ogni singola firma, l'output del sensore agisce similmente a un generatore di numeri random.
Questo significa che ogni volta che una firma è catturata, nel flusso di dati di output cambiano ben quattro diversi parametri (variazione individuale, output dei sensori, codifica della penna e il time-stamp ricevuto dall'host), il che rende estremamente difficile decodificare il comportamento del sistema.

Anche se un truffatore rubasse il campione reale della firma scritta (su carta o immagine), il template elettronico di firma salvato nel database e, pure, rubasse la penna per produrre lo "skimming" dei dati dal PC, costui non riuscirebbe ancora a capire cosa si è fatto firmando.

Firmare con Bio-Pen in modo ripetuto provoca un "decadimento" della qualità della firma. Esattamente come accade con una normale penna tradizionale. La soglia di rigetto (non validazione) da parte del sistema si raggiunge in genere dopo 10-15 firme; in tal caso basta una breve interruzione per poter riprendere a firmare normalmente. Il sistema, in rapporto al processo documentale da eseguire, permette la taratura della soglia di accettazione.